MotoGP. Brivio difende il quattro in linea
Motomondiale

MotoGP. Brivio difende il "quattro in linea"

Nella MotoGP si è visto che il V4 è in grado di sviluppare una maggiore potenza, mentre il quattro in linea rende la moto più agile. Il team manager della Suzuki conferma di continuare a credere nella soluzione in linea, anche se pretende guida e strategie diverse
di Moto.it

Si discute spesso di layout motoristici della MotoGP, e anche i nostri lettori si dividono: il V4 è meglio del quattro in linea? Ormai quasi tutti i costruttori si sono orientati sul primo: dopo Honda e Ducati, anche Aprilia e KTM hanno adottato il V4. Soltanto Yamaha e Suzuki sono legati allo schema in linea, anche se i risultati, in realtà da qualche anno, non premiano affatto. Il nostro ingegner Bernardelle ha spesso analizzato i pregi e i difetti delle due soluzioni, ed ora Davide Brivio, il team manager lombardo che si occupa della GSX-RR concepita ad Hamamatsu, in un'intervista pubblicata sul sito Paddock GP difende la scelta bianca azzurra.

“E’ ormai chiaro che un motore V4 sviluppa una potenza superiore al quattro cilindri in linea - ammette Brivio - e su questo non discute. Però in compenso il V4 ha meno velocità in curva ed è più difficile da gestire. Con il quattro in linea non sei così rapido in rettilineo, però il pilota può disporre di una maggiore agilità e ed è più veloce dentro la curva”.

Sappiamo bene che l’architettura in linea consente al progettista di disegnare intorno al motore una ciclistica molto razionale e svelta, capace anche di sviluppare un alto grip meccanico. Però abbiamo visto pure nell’ultima stagione che Yamaha e Suzuki pretendono un setting particolare e molto accurato (talvolta difficile da centrare nel convulso fine settimana del GP), e poi chiedono un altro tipo di guida e persino una strategia differente per affrontare ogni week end di gara. Un equilibrio difficile da raggiungere, ma una volta capito tutto questo, e gestendolo al meglio, puoi fare la differenza. Si è visto anche nei test invernali, con i tempi realizzati dai piloti Yamaha e in particolare Vinales e Quartararo. Ma in gara poi è un’altra cosa.

 

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“Esistono approcci diversi – ha spiegato Brivio - ed entrambi hanno punti positivi e negativi. Una gara come il Qatar, con un rettilineo lungo un chilometro, può diventare un incubo per il quattro in linea. Effettivamente, se guardi il calendario ci sono alcuni circuiti più adatti al motore a V, come Losail e lo Spielberg. Ma in altri circuiti puoi certamente combattere e persino vincere”.

L’anno scorso la GSX-RR ha vinto due volte: Alex Rins è salito sul gradino più alto del podio davanti a Rossi ad Austin, considerato il terreno di caccia di Márquez, e poi battendo lo stesso Márquez a Silverstone. E c’è anche da sottolineare che Rins è salito sul podio quando si correva su piste ostili, almeno sulla carta: come in Qatar e al Mugello, dove i rettilinei sono importanti.

“Diciamo - conclude Davide Brivio - che devi essere intelligente e studiare una strategia. Qui siamo al confronto tecnologico tra concetti e filosofie molto diverse: il V4 sarà sempre più veloce in rettilineo, ma noi lo possiamo raggiungere in curva”

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