MotoGP in Qatar, addio alla notturna
Motomondiale 2020

MotoGP in Qatar, addio alla notturna

Cambiano gli orari del GP d'apertura del Motomondiale. Le classi di contorno tornano a correre di giorno, la MotoGP al tramonto
di Edoardo Licciardello

Dopo tredici anni di notturna, la MotoGP in Qatar cambia gli orari, abbandonando l'ormai tradizionale partenza sotto le luci artificiali del circuito in favore di una collocazione leggermente più tradizionale. Moto3 e Moto2 prenderanno il via nel pomeriggio, con la luce, mentre la classe regina partirà alle 18:00, ora locale (quindi al tramonto - ci sarà comunque bisogno delle luci artificiali) ovvero alle 16 italiane.

In Qatar si corre dal 2004, quando si correva al sabato e molto più avanti nella stagione. Lo spostamento verso le fasi iniziali del campionato è avvenuto nel 2006 (quando si corse dopo l'apertura a Jerez, prima tappa di una trasferta verso oriente con Turchia e Cina a seguire) per poi diventare la gara d'avvio del Motomondiale nel 2007, con il passaggio alle 800 e la storica vittoria di Casey Stoner.

Solo nel 2008 si è ottenuto lo spostamento alla domenica, contemporaneamente alla collocazione in notturna: una prima assoluta per la MotoGP, che battè di qualche mese le quattro ruote con la prima gara sotto la luce artificiale per il massimo campionato mondiale.

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Il motivo dello spostamento è almeno in parte legato ai problemi di temperatura che si riscontrano correndo in notturna a Losail. Pur con la costante urbanizzazione della zona (il Qatar si sta preparando a ospitare i Mondiali di calcio, fra l'altro) la notte, in mezzo al deserto, le temperature scendono molto rapidamente.

Inoltre, come succede su altri tracciati con tante curve consecutive in una sola direzione (Sachsenring, ma anche Valencia, entrambi tracciati dove spesso la temperatura contribuisce ad esacerbare la situazione) la gomma tende a raffreddarsi sul lato opposto, causando molte scivolate nel momento in cui si torna a curvare su quel lato. È il caso, appunto, della curva 2 di Losail, a cui si arriva dopo che per mezzo giro, nel T3 e nel T4, si è girato a sinistra solo due volte e si è percorso il rettilineo di 1.068 metri, raffreddando moltissimo il lato sinistro della gomma.

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