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Car sharing. Geniale, ma servono correttivi: corrono troppo. Voi cosa ne dite?

Car sharing. Un'idea geniale, apprezzata da molti cittadini, che richiede però correttivi urgenti. A Milano le auto condivise sono spesso al centro di incidenti gravi dovuti alla guida spericolata. Voi cosa ne dite?
di Andrea Perfetti
Car sharing. Geniale, ma servono correttivi: corrono troppo. Voi cosa ne dite?

Car sharing. Un'idea geniale, apprezzata da molti cittadini. Accedi alle ZTL (zone a traffico limitato), non paghi il parcheggio e hai l'auto sempre disponibile a costi molto bassi. Non devi pensare al pieno, ai tagliandi, alle gomme da cambiare, al garage, all'assicurazione, al bollo, alla revisione. Vuoi mettere insomma?
In teoria è tutto bello, oseremmo dire perfetto. Ma la realtà dei fatti si scontra con le condotte di guida degli utilizzatori, che sono lontane a volte anni luce dalla diligenza del buon padre di famiglia. Non abbiamo quindi nulla contro il car sharing, anzi. E' una gran bella idea, che ha preso piede nelle principali città europee. Però da noi qualche correttivo andrebbe considerato con una certa urgenza.

A Milano le auto condivise sono spesso al centro di incidenti gravi, provocati dallo stile di guida disinvolto (forse sarebbe meglio dire idiota) degli utilizzatori. Perché, diciamolo, non sono pochi quelli che le guidano da animali, tirando quei poveri motori manco fossero al GP di Monza. "Tanto non è roba mia", sappiamo già cosa pensano.
Ci sono già stati scontri devastanti, che hanno portato anche alla morte di motociclisti incolpevoli. Ne hanno parlato a lungo anche i giornali (in uno di questi l'ex vincitore del programma XFactor fece una inversione a U vietata, uccidendo una signora in sella a una moto). Ma sono innumerevoli i casi riportati dalla stampa cittadina, che coinvolgono sempre giovanissimi.

Un incidente con auto del car sharing (fonte: Milanotoday)
Un incidente con auto del car sharing (fonte: Milanotoday)

Qual è la vostra esperienza?

Servono disincentivi pesanti. Pensiamo a formule di malus o franchige in caso di incidente (economicamente gravose, che uno ci pensi bene prima di fare il pazzo al volante). E a addebiti immediati sulla carta di credito, se vengono superati i limiti: a bordo c'è già la scatola nera, che rileva posizione e velocità. L'uso della scatola nera violerebbe la tutela della privacy? Pace: la salute pubblica viene prima.
Oggi la maggior parte delle tariffe del car sharing è in funzione del tempo di guida e non dei chilometri percorsi: un incentivo plateale a pigiare l'acceleratore e a metterci il minor tempo possibile. Poniamo la questione anche e soprattutto alle aziende coinvolte nel car sharing in Italia.

Questo è il secondo incidente stradale grave che vediamo in Darsena con una auto in condivisione protagonista (vedi gallery sotto). Voi cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza?

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