Incidenti stradali. Calano in Italia ma non fra i motociclisti
Attualità

Incidenti stradali. Calano in Italia ma non fra i motociclisti

Il rapporto ACI-ISTAT sull'incidentalità del 2019 rivela che c'è stata una leggera diminuzione degli incidenti stradali in Italia, un calo delle vittime ma non fra i motociclisti e i ciclisti. La distrazione come prima causa d'incidente
di Maurizio Gissi

I dati ISTAT che riguardano gli incidenti stradali in Italia, elaborati dall'ACI, sono l'importante fonte d'analisi statistica che fotografa l'andamento dell'incidentalità sulle nostre strade. Nel 2019 si è registrato un lieve calo nel numero degli incedenti e delle vittime.

L'anno scorso in Italia si sono verificati 172.183 incidenti con lesioni a persone (-0,2%), le vittime sono state 3.173 (161 in meno rispetto al 2018: -4,8%), un segnale positivo dopo l’aumento registrato nel 2017 e la stabilità del 2018. I feriti sono stati 241.384 (-0,6%).

Male per motociclisti e ciclisti

Tra le vittime sono però in aumento i motociclisti (698 in totale, +1,6%) e i ciclisti (253, +15,5%). Calano invece le vittime fra chi guida ciclomotori: sono state 88 l'anno scorso, -18,5%.
In diminuzione anche altre categorie di utenti della strada: automobilisti (1.411; -0,8%), pedoni (534; -12,7%) e occupanti di veicoli per il trasporto merci (137, -27,5%).

Il marcato aumento delle vittime tra i ciclisti, soprattutto su strade statali nell’abitato e fuori città, è associato anche a una crescita degli incidenti stradali che coinvolgono biciclette (+3,3%), a una sempre maggiore diffusione dell’uso del mezzo a due ruote per gli spostamenti, pari al 25% nel 2019, e all’aumento delle vendite di biciclette: +7%. Le e-bike sono cresciute del 13% (da 173.000 a 195.000 unità vendute) per un totale di 1.713.000 biciclette.

E' aumentato anche l’uso di altre forme di micromobilità elettrica, in particolare quella dei monopattini (si stima ce ne siano circa 100.000 in Italia) che, ai fini della circolazione stradale, sono stati equiparati alle biciclette dalla legge di Bilancio del 27 dicembre 2019.

Le vittime sono diminuite su tutti gli ambiti stradali. E' stato significativo il calo sulle autostrade (più tangenziali e raccordi autostradali), pari a -6,1% (310 vittime). Sulle strade urbane la diminuzione rispetto al 2018 è stata del 5,% con 1.331 morti. Una flessione più contenuta si è registrata sulle strade extraurbane: -4,4% con 1.532 vittime.

E in Europa?

Nell'Unione a 28 (incluso il Regno Unito) il numero delle vittime diminuisce del 2,3%: complessivament, nel 2019 sono state poco più di 24.000 contro le 25.191 del 2018.
Nel confronto tra il 2019 e il 2010 (anno di riferimento per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 22% in Europa e del 23% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2019 si contano 48,1 morti per incidente stradale nei 28 paesi della UE e 52,6 in Italia, che rimane stabile al 16° posto della graduatoria europea.

  • 1/2
  • 2/2

Distrazione al primo posto

Tra le cause più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 38,2% dei casi).
Le violazioni al Codice della Strada risultano in aumento rispetto al 2018. Le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida. In aumento le contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza.

Nel 2019 i dati relativi alla mobilità sono stati tendenzialmente stabili rispetto all'anno precedente: +0,8% per le prime iscrizioni di veicoli (motocicli +5,8% e veicoli trasporto merci +2,1%) e +1,4% per il parco veicolare.

Anche le percorrenze autostradali, sui circa seimila chilometri di rete in concessione, mostrano una sostanziale stabilità (+0,6%), con oltre 84 miliardi di km percorsi e un aumento dell’1,9% rispetto al 2018 solo per i veicoli pesanti.
Forti segnali di aumento si hanno invece per la mobilità dolce, con incremento di vendite di e-bike e diffusione di altre forme di micromobilità.

Il costo sociale

Secondo i parametri indicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a valori costanti 2010, è di 16,9 miliardi di euro, l’1% del Pil nazionale.
Nel 2010 era di 21,4 miliardi (-21% in 10 anni).

Tra il 2011 e il 2019 sono state risparmiate 6.035 vite umane mentre in termini economici si valutano oltre 9 miliardi di euro risparmiati per le sole vittime e 31,2 miliardi di euro in totale.

Leggi anche
Cosa stai cercando?
Invia feedback
La tua opinione conta