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brevetti

Kawasaki: motore turbo a doppia iniezione in arrivo?

La Casa di Akashi avrebbe fatto domanda di brevetto per un motore a quattro cilindri turbo con doppia iniezione. Un'altra supersportiva in arrivo?
di Umberto Mongiardini
Kawasaki: motore turbo a doppia iniezione in arrivo?

Per chi mastica qualcosa di motori, di certo l’iniezione diretta non è una grande novità dato che, con l’omologazione Euro 6 delle auto, quasi tutte le vetture a quattro ruote di nuova generazione ne fanno uso. Per quanto riguarda le moto, però, la storia è diversa, e solo in questo ultimo periodo i produttori si stanno orientando verso questa tecnologia.

Ve ne avevamo già parlato a settembre, quando Honda ha depositato il brevetto di una moto, simile in tutto e per tutto ad una nuova Africa Twin, ma dotata di motore a iniezione diretta della benzina, con la conseguente perdita della soluzione monoalbero UNICAM mutuata dai modelli da cross.

 

Adesso, sempre dal Giappone, arriva un’altra novità, ovvero una domanda di brevetto depositato da Kawasaki in cui il motore a quattro cilindri sovralimentato utilizzato dalla H2 fa da cavia per un sistema di iniezione combinato. Parliamo quindi di un sistema di iniezione diretta, coadiuvato da un sistema di iniezione tradizionale che, nei piani, dovrebbe servire ad coniugare i benefici specifici di ciascuno dei sistemi.

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Quali sono le differenze tra i due sistemi? La maggiore è legata all'effetto di raffreddamento che ha il carburante quando viene aggiunto all'aria di aspirazione. Nel sistema di iniezione tradizionale, per farla semplice, carburante ed aria entrano in contatto prima di entrare nella camera di combustione, allungando di molto i tempi di combustione mentre, con l’iniezione diretta, il carburante viene immesso direttamente all’interno della camera, accelerando i tempi.

Proprio grazie al sistema combinato, Kawasaki ne vuol ricavare i benefici maggiori, eliminando la gran parte degli aspetti negativi dei due sistemi: uno di quelli dell’iniezione diretta, infatti, è che ben si combina con il relativamente basso numero di giri del motore delle vetture a quattro ruote, ma potrebbe faticare ai regimi più alti ai quali può arrivare una moto.

 

Negli ultimi anni, però, questo problema è stato superato, ad esempio, con i motori della Formula 1, dotati di iniezione diretta nonostante i giri motore siano assimilabili a quelli dei più prestanti motori motociclistici.

Oltre a dare benefici dal punto di vista meccanico, l’iniezione diretta diventerà necessaria, come per le auto, per tagliare le emissioni nocive in vista delle normative più severe che sicuramente verranno introdotte nei prossimi anni, che saranno ancora più stringenti rispetto alla normativa Euro 5 da poco introdotta.

 

 

Photo Credits: BikeSocial

 

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