Moto rumorose: la Svizzera valuta lo stop
sulle strade alpine

Moto rumorose: la Svizzera valuta lo stop

Dopo la Germania e l'Austria anche nella vicina Svizzera le moto finiscono sotto accusa. Si valuta uno stop analogo a quello in Tirolo sulle strade alpine e prealpine. Colpite solo le moto
di Andrea Perfetti

Non resta che prenderne atto: dopo il lockdown, caratterizzato da strade deserte e motori spenti in tutta Europa (Svezia a parte), i politici dei Paesi affacciati sulle Alpi di rumore non vogliono più sentir parlare.
Su Moto.it vi abbiamo già detto della Germania, che valuta persino la confisca delle moto elaborate e dotate di scarichi aperti. Il 15 maggio 2020 il Consiglio federale tedesco ha votato un delibera volta a limitare le emissioni sonore di tutte le nuove motociclette a un massimo di 80 dB. Non è ancora legge e non è in vigore, ma la risoluzione è già stata trasmessa al governo federale, che deciderà se e quando dare seguito al suggerimento del Consiglio federale.

Ben più drastico e, soprattutto già in vigore, il divieto scattato nel Tirolo (Austria) il 10 giugno: resterà in vigore fino al prossimo 31 ottobre 2020 e di fatto vieta la circolazione per le moto con rumorosità superiore di 95 decibel – dB(A) -, indicati nei documenti al punto U,1) in alcune strade montane.
Le strade interessate sono: B 198 Lechtalstraße; B 199 Tannheimerstraße; L 21 Berwang-Namloser Straße; L 72 Hahntennjochstraße seconda parte; L 246 Hahntennjochstraße prima parte; L 266 Bschlaber Straße. Il tutto nasce dalla richiesta degli abitanti del distretto tirolese di Reutte (noto per la valle del Lech), sulle cui strade, secondo uno studio commissionato nel 2019 che ha misurato l'inquinamento acustico del traffico, circolano fino a 3.300 motociclette al giorno: il 70% di tutti i veicoli in transito e responsabili della fonte principale del rumore. Il divieto si applica ai motociclisti residenti e non, austriaci e stranieri senza distinzione, ma non riguarda le altre categorie di veicoli. La contravvenzione è di 220 euro, e la polizia, autorizzata ad eseguire i controlli, può imporre il dietro front ai mezzi. I colleghi tedeschi di motorrad.de hanno verificato la rumorosità riportata sui documenti di alcuni modelli, e hanno stilato un parziale elenco di moto interessate, che trovate qui sotto.
Fuorilegge in Tirolo diventano ad esempio BMW S1000RR, 98 dB(A), Aprilia Tuono V4 1100 (96), Ducati Multistrada 1260 (102), Kawasaki Z900 (97).

I cugini svizzeri faranno lo stesso?

Il caso del Tirolo è emblematico, perché la consigliera nazionale svizzera Gabriela Suter (Partito socialdemocratico svizzero) chiede un divieto generale delle cosiddette "motociclette rumorose" in Svizzera analogo a quello in vigore in Austria. 
Ecco le motivazioni della signora Suter: "Tirol sta aprendo la strada: le motociclette con rumore stazionario superiore a 95 decibel saranno vietate sulle rotte di escursioni popolari dal 10 giugno 2020. Tirol risponderà quindi al rumore causato da motociclette rumorose. Soprattutto nei fine settimana estivi, il boom del traffico motociclistico è un fastidio. Anche in Svizzera le motociclette sono un grosso fastidio, specialmente sui famosi passi montani delle Prealpi e delle Alpi, ma anche sull'altopiano svizzero. Il rumore colpisce indebitamente le persone e la natura ".

Sicuramente la salute delle persone va salvaguardata ed è un dato di fatto che le moto con gli scarichi aperti nelle vallate montane (ma anche in città...) non ci dovrebbero proprio andare. Ma vietare la circolazione di alcune moto regolarmente omologate ci pare una restrizione assurda e del tutto arbitraria.
Anche nella vicina Svizzera la proposta della Suter non è passata inosservata e la Federazione dei Motociclisti è sul piede di guerra per fermare un'iniziativa che potrebbe danneggiare pesantemente anche le attivitià turistiche, già pesantemente colpite dall'emergenza coronavirus.

 

 

 

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