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Moto.it Live - Suzuki V-Strom 1050: scoprila con noi

Abbiamo risposto a tutte le vostre domande sulla nuova maxienduro giapponese con il nostro ospite Marco Quaglino, responsabile vendite di Suzuki Italia
di Andrea Perfetti

Abbiamo risposto a tutte le vostre domande sulla nuova maxienduro giapponese con il nostro ospite Marco Quaglino, responsabile vendite di Suzuki Italia.

Come potete vedere nel video in apertura, vi abbiamo raccontato com'è fatta la nuova V-Strom 1050, anche in confronto alla versione precedente. Le novità riguardano il motore, ma anche la dotazione elettronica. Con Marco Quaglino scopriamo anche quali sono gli accessori dedicati e la presenza di eventuali promozioni.

Qui trovate la nostra prova completa.

Suzuki ha portato a EICMA 2019 due nuovi modelli adventure: V-Strom 1050 e 1050XT, simili nella concezione rispetto al modello precedente, ma rivisti profondamente sia nel design che nella tecnologia. Partiamo dal nome: come per gli scorsi modelli, le versioni della V-Strom saranno due, quella standard e la XT. A cambiare è la cilindrata, ma solo nel nome: sale a 1050, ma nella pratica, il bicilindrico a V di 90° ha la medesima cubatura del MY 2019, ovvero 1.037 cc, mentre a cambiare sono i dati della potenza erogata, che sale a 107,4 cavalli a 8.500 (6,8 CV in più rispetto al modello precedente e 500 giri al minuto più in alto). Scende invece la coppia, a parità giri, di 1 Nm, arrivando così a 100 Nm. Altra novità che riguarda il motore è il rispetto delle regolamentazioni in materia di inquinamento, rispettando adesso le normative Euro 5 grazie ad un nuovo sistema di scarico.

Altra novità in tema di motore è la possibilità di acquistare una versione depotenziata a 35 kW per i possessori di patente A2, rendendo così la moto disponibile anche ai neofiti.

La XT costa 14.590 euro con livrea nera, Gialla e Arancione/Bianca. La base ha invece un prezzo di 12.890 euro. Suzuki Italia prevede di importare e quindi vendere l'80% di versioni XT. 

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Recensioni
  • bisacco
    31 luglio 2020
    Vstrom 1050 XT 2020
    Aspetti positivi: ottimo motore, corposo di coppia, regge bene anche in 6 marcia sotto i 2000 g/m, il tiro è quasi taurino, raggiungendo subito velocità da ritiro patente. Ottimi freni, quasi troppo aggressivi, bisogna farci la mano per modulare la frenata al meglio. Sospensioni di ottimo livello assorbono bene qualsiasi asperità senza battere ciglio ( il confronto col vstrom 650 è impietoso, perché se passavi sopra una buca col 650 ti arrivava un calcio nei denti, mentre questa assorbe tutto come fosse su un cuscino d’aria). Ottimo comportamento dinamico, piega molto velocemente e la tenuta è rassicurante, come la stabilità. Consumi non quantificabili, ma “sentito” il motore penso che beva. Di contro pessima frizione, su una corsa della leva di circa 45° attacca al 44°(!!), rendendo impossibile sfrizionare in partenza, probabilmente sull’esemplare in prova era da registrare. Posizione di guida sbagliata (personalmente sono alto 1,74, figuriamoci i più alti come si troveranno) perché il manubrio è troppo basso, sembra quasi un manubrio da sbk piuttosto che da enduro, basso e stretto, costringe il pilota a stare col busto piegato in avanti (e la schiena “ringrazia”… si fa per dire…), la situazione potrebbe migliorare ma impercettibilmente con un riser after market… mentre le pedane sono troppo alte, costringendo le ginocchia ad una piega eccessiva…Sedile duro ma dopo un po’ lo si apprezza perché non da fastidio. Protezione aerodinamica discreta, arriva troppa aria lateralmente su fianchi e stomaco. A velocità "sostenute" sono presenti fastidiose vibrazioni su serbatoio in prossimità della sella e sulla sella stessa. I paramani poi sembrano “buttati lì” per caso, non essendo neanche fissati rigidamente alle estremità del manubrio, ma liberi di muoversi e di andare dove vogliono. Il Display LCD è praticamente invisibile, sia per via dei riflessi, sia per i caratteri piccoli e “accatastati” in un modo da rendere sovrumana la lettura/comprensione dei dati durante la marcia…mi aspetto già il commento di qualche benpensante che dirà che durante la guida non si guarda il quadro strumenti…facciamogli prendere aria…non fa niente. Esteticamente è da rivedere il frontale con quel faro squadrato preso a prestito dalla Katana (come il display LCD) e quell’assurdo mollettone posto lì davanti, per regolare l’altezza del cupolino, per niente pratico e totalmente antiestetico. Il tutto contribuisce a rendere la linea veramente posticcia e sgraziata. Io prenderei l’esperto di ergonometria (o come cavolo si chiama) di Suzuki e lo sbatterei fuori a calci…se poi penso anche alla regolazione(!?) del parabrezza gli darei in aggiunta anche qualche bel ceffone… Giudizio finale : bel motore, freni e sospensioni, anche se l’autonomia con soli 20 lt di serbatoio non sarà sicuramente esaltante… ma pessima ergonomia globale per posizione di guida, protezione aerodinamica, vibrazioni, Display LCD insufficiente, fare un viaggio (anche solo di un centinaio di km) con questa moto significherebbe uscirne massacrati. In compenso per renderla pienamente godibile basterebbe un piccolo sforzo…da parte di Suzuki naturalmente.
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  • Roccia58
    27 luglio 2020
    Suzuki V-Strom 1050 XT
    Ieri mattina, dopo aver effettuato l’iscrizione alla prova, per provare l’ultima nata della gamma enduro-stradale, nella versione XT, cioè la più accessoriata e completa, e con una evidente vocazione fuoristradistica. Premetto, venduta da qualche mese, possedevo una KTM 990 Adventure, una moto che, nel suo settore, è stata un vero must, come ultima rappresentante di una categoria (anche…) estrema, ma godibile anche su lunghi tragitti e carica come un mulo (subito dopo di lei, a parte le evoluzioni della casa austriaca, qualche anno fa è uscita, finalmente, l’Africa Twin, rivisitazione in chiave moderna di un modello gloriosissimo ed indistruttibile che io ho posseduto ed ho venduto, qualche lustro fa, a caro prezzo con 90mila km sul groppone!). Ma torniamo alla prova: dinanzi al concessionario c’erano non meno di 6-7 VStrom in schiera, bellissime, nuove e lucenti (colorazioni bianco-arancione e giallo-blu), e pronte a scatenarsi in un piccolo tour cittadino che, comunque, ha presentato una piccola gamma di situazioni semi-estreme, a parte, ovviamente, lo sterrato: salite, discese (anche di una certa pendenza), curve strette, ostacoli (auto, scooter, pedoni, lavori in corso…), frenate quasi al limite, di quelli, cioè, che possono essere assolutamente di norma in un uso quotidiano di un mezzo a due ruote, ma anche di quelli in minima parte, che noi motociclisti ci troviamo di fronte nell’uso ‘vacanziero’! Christian e Gabriele mi hanno accolto con la consueta gentilezza e professionalità (li conoscevo già perché la mia Kappona era stata coccolata da loro…), assieme ad un gentilissimo tecnico della Suzuki con uno spiccatissimo accento toscano, col quale ho immediatamente attaccato a parlare tempestandolo di domande, alle quali lui ha risposto in maniera estremamente competente. Prima di iniziare il racconto della prova in sé, vorrei comunicarvi le impressioni che la moto mi ha fatto avvertire, dal solo punto di vista ‘visivo’: compatta, con un becco anteriore che richiama moltissimo la 750 Big (poi anche 800) di qualche lustro fa (ancora…?), altra moto da me posseduta; ma le analogie con la ‘antenata’ non si fermano lì: la rastremazione della sella-serbatoio, il faro rettangolare, la parte centrale del telaio ed il posizionamento delle pedane ricordano, ancora, molto da vicino la Big; fantastici i cerchioni dorati (omaggio, forse, alle Africa Twin degli anni ’90? La mia, appunto, li aveva così…) delle moto con colorazione giallo-blu , con coperture tubeless (bellissima ed estremamente curata anche la soluzione dell’ancoraggio dei raggi al centro del cerchione stesso, mai vista, fino ad adesso…). Cupolino regolabile senza alcun attrezzo e senza smontarlo, sella stretta, ma con un posto per il passeggero assolutamente accogliente; gruppo ottico posteriore e frecce, minuscoli e rigorosamente a led. Il becco è bellissimo, aggressivo ma che lascia spazio all’eleganza, peculiarità di casa Suzuki. Piccolo appunto: la dotazione delle coperture: certamente non propriamente stradali ma verso quella direzione… Io ci avrei visto degli pneumatici tipo Metzeler Tourance, un Continental Trialattack, un Pirelli Skorpion Trial, senza arrivare, per esempio, ad un Michelin Anakee Wild, bellissimo, ma forse troppo estremo…, una copertura, per capirci, un po’ più sportiva, giusto a sottolineare la vocazione decisamente fuoristradistica (anche…) della moto, ed esaltarne ulteriormente la linea molto aggressiva. La prova, finalmente: dopo un brevissimo filmato che esponeva tutte le meraviglie tecniche del mezzo (piattaforma inerziale in ben sei direzioni, due in più di quelle ‘canoniche’ in uso in giro, e tre assi, giusto per dirne una…), finalmente in sella: quest’ultima può essere, a richiesta (quindi a pagamento, ma sarebbe molto bello offrirla a scelta, non come optional…), ribassata (quella della mia prova…): ottima la posizione di guida (io sono alto 1,80…), ottima la posizione del manubrio e delle pedane, anche se, a mio avviso, un po’ troppo ‘sporgenti’; estremamente intuitivo, ed azionabile anche in marcia, il computer di bordo, con info leggibili su di display grande ed estremamente chiaro nella lettura (forse un po’ troppo affollato di info…): motore su tre mappature, ABS (1, 2) e Traction Control (3 opzioni e OFF, modalità scelta, alla fine, da me: provenendo da una Adventure, l’intrusione del TC era un insulto!!! Il che non nega l’utilità dell’ausilio…). Via, per le strade di Cagliari, di domenica, quindi poco affollate. Mi sono sentito a mio agio, nonostante i quasi 250 kg, subito ho preso confidenza, una frizione a dir poco fantastica, morbida e pronta, sia nelle staccate che nel cambio marcia e nelle partenze da fermo, freni di una potenza sconcertante, con un ABS veramente eccellente, con ripetute prove, con una prontezza di risposta in staccata veramente sbalorditiva, e una risposta delle forcelle che trasmetteva una sicurezza confortante! Cambi di direzione facili (scusate, mi ripeto: nonostante i quasi 250kg di peso!) e precisi, un avantreno leggerissimo e sicuro nelle traiettorie impostate (ho avuto subito la sensazione di mettere le ruote lì dove andavano messe…); e poi il motore: ripeto, ho provato tutte e tre le mappature, ma la soluzione più congeniale al mio stile di guida è stato escluderlo, cosa che mi ha fatto apprezzare appieno la rotondità di erogazione del bicilindrico (frazionamento che io preferisco, a prescindere…), e la potenza (oltre 100cv…) scaricata a terra in maniera dolce, ma anche brusca, alla bisogna! Comando del gas elettronico (RBW) morbidissimo e con alcun timore reverenziale rispetto alla trasmissione a cavo (era la prima volta che lo provavo…). Non ho apprezzato, innvece il cambio: l’ho trovato talvolta impreciso, sicuramente un po’ troppo rumoroso e vagamente duro negli innesti, sia in scalata che in progressione di marcia. Concludo: provenendo da una Kappona (lo so, mi ripeto ancora…), ero quasi sicuro di una delusione, di andare a provare una moto che non sarebbe mai riuscita a sostenere il confronto. Sbagliavo. Ovviamente parliamo, sebbene di grosse enduro stradali, di due tipologie di moto diverse: la VStrom è una moto pensata per il turismo, ma che fa evidentemente l’occhiolino anche allo sterrato leggero (avvertivo molto di più il peso, attorno ai 230kg, della mia KTM che quello, di quasi 20 kg in più, della Suzuki!), ma, in fondo, chi acquista una moto del genere (anche una moto estrema come l’Adventure) quante volte andrà per sterrati? La VStrom è, a mio parere, una moto fantastica, riccamente equipaggiata, con ausili elettronici che sono sicuramente all’avanguardia, che tiene orgogliosamente testa alle altre giap, molto più ‘presuntuose’ e sicure della loro posizione nel mercato motociclistico; la Suzuki, come una specie di Cenerentola, ha sempre dato moltissimo, sia nel turismo che nello sport, a noi utenti, con una qualità difficilmente arrivabile anche a colossi come Yamaha, Honda, Kawasaki (ricordo il bicilindrico 650, che ha equipaggiato tutto il mondo motociclistico asiatico, e non solo, per millenni, proprio perché robustissimo, longevo, brillante, parco nei consumi, indistruttibile….), del quale il motore della VStrom è una modernissima evoluzione. Andate a provarla, e mi direte…
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